Pezzo unico
Anno: 2025
Tecnica: disegno, tecnica mista su carta
Dimensioni: 48 x 36 cm
Serie: Luce
Concetto: il titolo riprende l’incipit del primo componimento del Gitanjali di Rabindranath Tagore. Nella poesia, l’essere umano è un fragile recipiente che la Vita svuota e colma continuamente di nuova esistenza. La sua infinità non consiste nel superare i propri limiti, ma nel rimanere aperto a un rinnovamento inesauribile.
L’opera è un elogio al potere creativo dell’esistenza e alla meraviglia quotidiana di esperire, attraverso i sensi, la bellezza del mondo in tutte le sue manifestazioni. La luce incontra il corpo e il percepire diviene un atto di partecipazione.
Nell’ARTE DELLO SPIRITO, la gratitudine è coscienza del dono. La Vita è miracolosa non perché interrompe l’ordinario, ma perché continua a ricrearsi al suo interno. Non accorgersene è il vero “peccato”: non una colpa morale, ma una dimenticanza della presenza e una rinuncia alla meraviglia.
Essere fatti senza fine significa permettere all’esistenza individuale e finita di divenire ricettacolo della Vita infinita: accoglierla, trasformarla e restituirla al mondo come presenza, creazione e gratitudine.