SPERIMENTAZIONE

Arte, percezione e superconscio

“Faccio sempre ciò che non so fare per imparare come va fatto”
— Vincent van Gogh, lettera ad Anthon van Rappard, 18 agosto 1885)

La sperimentazione costituisce uno degli assi portanti della ricerca di Mya Lurgo. Insieme allo studio e alla pratica artistica, definisce un metodo fondato sull’osservazione, sull’ascolto interiore e sulla verifica dell’esperienza.

In questa prospettiva, l’opera non è soltanto una forma compiuta, ma un campo di indagine: uno spazio in cui percezione, coscienza e materia entrano in relazione. Ogni esperimento nasce dalla necessità di interrogare ciò che normalmente resta invisibile, sottile o non pienamente misurabile: la qualità energetica dell’opera, la risposta del fruitore, il rapporto tra forma e informazione, la possibilità che l’atto creativo diventi veicolo di trasformazione. All’interno di questo campo di ricerca rientrano anche specifici test energetici applicati alle opere, intesi come strumenti esplorativi interni al processo.

La scrittura meditativa accompagna e orienta questo processo come pratica continuativa. Non si tratta di un corpus concluso, ma di un vero e proprio modus operandi: una forma di dialogo intuitivo attraverso cui l’artista entra in relazione con lo SPIRITO, riceve indicazioni, interroga i processi creativi e lascia sedimentare intuizioni, visioni e strutture preliminari dell’opera. I circa trenta volumi manoscritti di The Golden Book costituiscono la testimonianza materiale di questa pratica: un archivio vivo, intimo e operativo, che documenta nel tempo il rapporto tra scrittura, superconscio e creazione artistica.

Gli esperimenti raccolti in questa sezione documentano alcune fasi di un’indagine più ampia sull’ARTE DELLO SPIRITO. Con questo termine, l’artista non indica un’appartenenza confessionale, ma il principio vivo di coscienza, respiro e presenza che orienta la relazione tra visibile e invisibile.

Gli esperimenti non si propongono come dimostrazioni dogmatiche o validazioni scientifiche, ma come dispositivi di osservazione, confronto e verifica sensibile: pratiche attraverso cui interrogare l’opera come campo e la percezione come facoltà allenabile oltre il solo vedere.