Hashem

Pezzo unico

Anno: 2025

Serie: Alfabeto ebraico

Dimensioni: 29,7 x 42 cm, 290 g/m2

Tecnica: disegno, tecnica mista su carta Canson

Concetto:

Hashem è l’impronunciabile nome di Dio. Un Dio immanente, un creatore che si fa creatura e creato.

Hashem nasce da un’esperienza avvenuta in stato di sogno lucido. In quella condizione di veglia nel sonno, ho visto fuori dalla finestra un simbolo carico di una presenza energetica così intensa da lasciarmi senza parole. La sola domanda che sono riuscita a formulare interiormente è stata se si trattasse di un Arcangelo. Immediatamente, mi sono ritrovata in una dimensione perfettamente geometrica e luminosa, come se quella visione aprisse un varco verso un ordine altro, essenziale e trascendente.

Il mattino seguente ho cercato quel segno e l’ho riconosciuto nell’alfabeto ebraico. Da qui il titolo Hashem, nome che nella tradizione ebraica allude all’impronunciabile nome di Dio. Il disegno custodisce dunque la memoria di un incontro interiore: non un’invenzione simbolica, ma la traduzione visiva di un’apparizione percepita come chiamata.

La struttura geometrica dell’opera e l’emersione del segno nel campo della luce cercano di restituire quella soglia fra visibile e invisibile in cui il simbolo si è manifestato. Non sono ancora andata oltre con altri disegni della serie, perché resto in attesa di un ulteriore segnale, di un nuovo invito. Quest’opera si pone quindi come prima risposta a una presenza ricevuta, più che come affermazione conclusa.

Informazioni sull’opera