LO SPIRITUALE NELL'ARTE

Mya Lurgo sviluppa la propria pratica nell’ambito de LO SPIRITUALE NELL’ARTE, esplorando il rapporto tra materia e coscienza attraverso pittura, Light & Land Art, arte digitale, video e performance.

La sua ricerca, sviluppata nell’arco di trent’anni, nasce da uno stato di presenza in cui l’opera emerge come esito di un allineamento tra dimensione fisica, emotiva, mentale e spirituale.
Si sviluppa come indagine sulla luce e sull’immateriale, in dialogo con l’opera di Yves Klein e con la linea critica di Pierre Restany.

Nel 2007 elabora il concetto di Acentrismo, una pratica orientata alla decondizione dai sistemi accentratori che influenzano la creazione e la percezione, aprendo a una dinamica non circolare ma a spirale.

La sua formazione si sviluppa in modo non convenzionale, intrecciando diversi ambiti di ricerca in un approccio interdisciplinare.

Questa traiettoria confluisce oggi nell’ARTE DELLO SPIRITO, intesa come pratica operativa in cui l’opera si configura come spazio di attivazione della presenza e della coscienza.

ARTE DELLO SPIRITO 

L’ARTE DELLO SPIRITO definisce oggi il campo della mia ricerca.

Non coincide necessariamente con l’immateriale o con il concettuale, ma con un atto creativo che nasce da un allineamento integrale dell’essere: fisico, emotivo, mentale e spirituale.

Questo allineamento, affinato nel tempo, ha stabilizzato una connessione con stati di coscienza espansa, rendendo accessibili qualità operative precise: rettitudine, integrità, benessere e una forma di concentrazione senza sforzo, prossima a una disponibilità alla grazia intuitiva.

Non si tratta più di un evento sporadico, ma di un metodo che nasce con l’a-centr-ismo, si sviluppa nell’allineamento integrale dei livelli dell’essere e nella pratica della scrittura meditativa, fino all’attivazione di un archetipo personale: una configurazione psico-fisica che rende permeabile il corpo e i livelli sottili all’intuizione.

METODO E ACENTRISMO

Questo modus operandi, antecedente alla produzione, genera i linguaggi espressivi come esiti necessari di uno stato, e non come scelte formali.

Pittura, luce, parola, immagine in movimento emergono così in una continua trasformazione. Ogni opera si configura come un campo attivo: un varco percettivo in cui può depositarsi un seme, attivarsi una visione, rendersi possibile un attraversamento.

Questa téchne affonda le sue radici nell’Acentrismo, presentato nel 2007 (Bellati Editore): un orientamento che non nega il centro, ma decondiziona l’esistenza e la creazione dagli “ismi” accentratori — sistemi, dogmi, schemi — responsabili di automatismi percettivi e arresti evolutivi.

Questa liberazione dalla circonferenza egoica attiva un movimento a spirale, aperto e non ripetitivo.

In termini operativi, l’acentrismo si è tradotto in pratiche radicali: raschiare la superficie pittorica fino alla sua condizione originaria e bruciare disegni, tele e pensieri trascritti come atto di trasmutazione, accogliendo e trasformando nel fuoco le densità psichiche, per sottrarre al mondo ciò che non necessita di essere esposto.

SVILUPPO DELLA RICERCA

Da queste pratiche si è reso disponibile un vuoto attivo, in cui la forma si sottrae alla ripetizione circolare delle circo-stanze e si orienta verso vicoli verticali, interrompendo il ciclo e attivando un movimento a spirale.

Il grattage diventa lo sforzo necessario per rimuovere le calcificazioni dell’io, interiori ed esteriori, depositate nella materia pittorica.

In questa prima fase acentrica, avviata nel 1995, tale processo ha trovato espressione in due serie di opere: Circo-Stanze e Vicoli Verticali.

In questa sottrazione emerge una chiarezza di fondo che si fa visione nel cuore e luce nell’opera. Quella luce è divenuta una presenza crescente, un’atmosfera che ho imparato a riconoscere anche nelle condizioni più critiche — malattia, perdita, ostilità — e che, sul piano artistico, ha condotto alla seconda fase dell’Acentrismo: la Light Art.

L’inclinazione verso l’immateriale e il metafisico trova una sintesi strutturale nello sviluppo della Digital Art, intesa come terza fase dell’acentrismo.

Questo passaggio matura attraverso un dialogo con l’opera di Yves Klein e, in particolare, con il suo Chelsea Hotel Manifesto.

L’indagine si è progressivamente estesa oltre il piano teorico, traducendosi in uno studio pluriennale della cosmogonia rosacrociana di Max Heindel, intrapreso in risonanza con il percorso dello stesso Klein, legato all’Ordine di Oceanside in California.

Questo attraversamento, al contempo speculativo ed esperienziale, ha riconfigurato la pratica digitale come spazio di indagine dell’immateriale, in cui lo strumento tecnologico diviene tramite per un accesso diretto alle dimensioni spirituali dell’essere.

Da questa convergenza è nato l’eBook Out of the Blue: l’immateriale di Yves Klein incontra l’acentrismo, concepito come un dialogo a distanza con il suo Chelsea Hotel Manifesto.

Origine e formazione

In seguito ho condotto sette ricerche, con relative opere e operAzioni, rendendo progressivamente pubbliche le pratiche che mi hanno condotto all’ARTE DELLO SPIRITO.

Scrivo SPIRITO con intenzione, per indicare il Respiro di Vita e una coscienza universale che oltrepassa ogni dualità fenomenica.

Attraverso l’incontro con la filosofia antica e contemporanea e con maestri e tradizioni, orientali e occidentali — da Rudolf Steiner a Helena Blavatsky, da Max Heindel a Tommaso Palamidessi, fino a Patanjali, Ramana Maharshi, Gurdjieff, Mère e Sri Aurobindo, Jiddu Krishnamurti — ho elaborato un ibrido operativo fondato sulla scrittura meditativa (ad oggi articolata in oltre trenta volumi), intesa come accesso diretto a stati di coscienza espansa e chiarezza.

Acquietare la personalità e renderla permeabile al sottile costituisce il primo passaggio per stabilire una comunione trascendente.

Pratica e presenza

L’atto artistico nasce da questa relazione essenziale e non-duale, conducendo a uno stato integrato e a una coesistenza fertile nella consapevolezza del Tutto-Uno.

L’esplorazione dell’immateriale attraverso i media digitali — terza e quarta fase dell’Acentrismo — si accompagna, nel mio percorso, a una disciplina corporea fondata sulla pratica dei Sette Riti Tibetani, che seguo dal 1997 e che comprendono la trasmutazione sessuale, l’intonazione dell’OM e la meditazione.

Questa pratica ha favorito stati creativi di natura solare o supercosciente, rendendo il corpo un veicolo sempre più consapevole dell’esperienza.

In questa prospettiva si è aperto anche lo spazio della performance interattiva con il pubblico.

Un ulteriore ambito di ricerca riguarda l’indagine sul campo elettromagnetico: in collaborazione con il perito biometrico Daniele Gullà, intendo monitorare, tramite tecnologie dedicate, l’effetto dell’opera sul fruitore.

Etica e responsabilità

Accanto al valore estetico ed economico, ritengo necessario considerare anche il valore etico dell’opera, inteso come qualità della relazione tra opera e fruitore.

La mia ricerca si orienta verso l’indagine degli effetti percettivi e interiori dell’esperienza estetica — non solo sul piano corporeo, ma anche in termini di nutrimento, ispirazione e riattivazione di dimensioni latenti dell’essere.

Ciò su cui si posa lo sguardo entra, per osmosi, a far parte dell’esperienza interiore; per questo le immagini e i processi che attivo mirano a generare chiarezza, presenza e ben-essere.

L’ARTE DELLO SPIRITO si fonda anche su questa responsabilità: modellare le condizioni stesse della percezione.

LO SPIRITO è il Respiro della Vita, la pura coscienza dell’essere, oltre la dualità apparente e fenomenica.

Mostre selezionate

Attiva espositivamente dal 1999

2026

  • Here & Now, Nellimya Arthouse, Svizzera
  • No Nails, Roma, a cura di Luca Rossi

2025

  • Collateral Beauty, Castello di Calendasco, Piacenza
  • S.U.N. | Source Universal Nourishment, Nellimya Arthouse, Svizzera

2024

  • Profusion of Colors, Galleria A.E. Corner, Tirana
  • La Biennale di Sondrio

2022

  • CIELI VERTICALI (mostra personale), Art Week Festival, Lugano

2021

  • OGGETTO LIBRO, ADI Design Museum, Milano

2020

  • SONNO, SOGNI ed EEG (residenza), Bologna

2019

  • Residenza artistica, Fondazione Lac O Le Mon, Italia

2017–2018

  • Wunderkammer, 1st CLASS ARTERY, Kurhaus Cademario

2016

  • Selezionata per il List í Ljosi Light Art Festival, Islanda
    Progetto CosmoMania
  • Verdi OFF Festival, Parma
  • ACCATELIER, Torino

2013–2014

  • LIGHTNESS, Galleria Marelia, Bergamo
  • LIGHTING_Days, Nellimya Light Art Exhibition, Lugano

2012

  • Creative Cities Collection, Barbican Centre, Londra
  • Biennale di Ferrara

2007

  • 52ª Biennale di Venezia Progetto “Camera 312 PRO-Memoria per Pierre (Restany)”, a cura di Ruggero Maggi (Milan Art Center)
  • Shanghai Art Fair